Come tutelarsi se un terzo causa la morte di una persona che aveva un debito nei nostri confronti?

Quindi, cosa accede se un terzo “lede/rompe” il diritto del creditore a ricevere una prestazione pattuita con il debitore?
La vicenda nasce dalla tragedia del 04/05/1949 in cui morirono tutti i calciatori del Torino Calcio in seguito allo schianto dell’aereo contro la Basilica di Superga. A seguito di tale tragedia, il Torino Calcio chiese il risarcimento dei danni alla compagnia aerea poichè riteneva che la condotta di un suo dipendente avesse provocato la caduta dell’aereo.
Tale evento aveva leso in maniera definitiva il diritto di credito del Torino Calcio a ricevere le controprestazioni sportive dai suoi calciatori in quanto erano stati già pagati gli stipendi.
Tale domanda fu respinta, in quanto il diritto di credito, essendo un diritto relativo, non ammetteva la tutela nei confronti dei terzi.
Quindi il Torino calcio non ottenne alcuna tutela poichè secondo i Giudici non si poteva richiedere il risarcimento dei danni alla compagnia aerea che è un soggetto estraneo (terzo) rispetto al rapporto contrattuale tra il creditore (Torino Calcio) ed il debitore (i calciatori).

Il club sportivo chiese il risarcimento dei danni, ancora una volta, nel 1967 quando Gigi Meroni, ala destra della squadra, fu investito e ucciso da un automobilista (che in seguito diventerà presidente del Torino), sostenendo che la morte del calciatore avesse impedito il ricevimento delle prestazioni pattuite.
Nella sentenza i Giudici non riconobbero il diritto al risarcimento al Torino Calcio ma venne riconosciuto, a differenza della precedente pronuncia, la legittimazione attiva e passiva delle parti in giudizio.
Cosa significa? Il Torino Calcio poteva fare causa all’automobilista, ma la domanda di risarcimento fu respinta poichè venne stabilito il principio secondo cui il diritto di credito è un bene e solo se c’è un danno grave e irreparabile questo viene risarcito.
Quindi il risarcimento poteva essere richiesto al terzo ma non fu riconosciuto SOLO PERCHE’ non fu dimostrato il danno grave e irreparabile, in quanto la squadra era migliorata in classifica.

Tale sentenza ha determinato un cambiamento epocale in ambito di tutela di diritti, poichè per la prima volta è stato riconosciuto al diritto di credito TUTELA NEI CONFRONTI DI UN TERZO.
Quindi il principio che scaturisce da tale pronuncia è il seguente: quando vi è una condotta di un terzo che lede irrimediabilmente le ragioni del creditore, quest’ultimo deve essere risarcito poichè il credito è un bene (un diritto) come tutti gli altri e se subisce una lesioni grave ed irreparabile deve essere risarcito.
Grazie a tale pronuncia la Corte di Cassazione ha ampliato la tutela dei danni derivanti da responsabilità extracontrattuale, difatti ha esteso l’ingiustizia del danno ad ogni occasione in cui viene leso un Interesse che l’Ordinamento Giuridico ritiene meritevole di tutela, indipendentemente che si tratti di Diritti Assoluti o Relativi.