Diritto all’immagine e tutela.
La Cassazione con la sent. n. 6314/23 del 03/01/24 ha stabilito che D. A. Maradona non ha mai evaso il fisco.
Questa decisione, arrivata a 3 anni dalla sua morte, rappresenta una vittoria postuma per il campione argentino, ottenuta nelle aule di giustizia.
La controversia riguarda i compensi che il Napoli versava a Maradona negli anni ’80 per i diritti di immagine, trasferiti su conti esteri in Liechtenstein. L’accusa sosteneva che questa pratica costituiva evasione fiscale, con una somma evasa di circa 40 miliardi di lire, poi diventati 37 milioni di euro, (più metà erano interessi di mora).
Chi risarcirà ora i danni all’immagine subiti da Maradona?
Il diritto all’immagine tutela la reputazione e l’identità personale di un individuo, comprendendo tutti gli attributi che lo identificano nel contesto sociale e lavorativo. Quando la reputazione di una persona viene danneggiata, il suo decoro e onore vengono compromessi e si alimentano pregiudizi nei suoi confronti, si parla di danno all’immagine.
Il diritto all’immagine è un diritto della persona, fondato sugli articoli 2 e 3 della Costituzione, e tutelato dall’art. 2043 del C.C..
L’art. 10 del codice civile disciplina più precisamente il diritto all’immagine, stabilendo che se l’immagine di una persona o dei suoi parenti più prossimi viene esposta o pubblicata in modo non consentito dalla legge, o con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei suoi parenti, l’autorità può ordinare che l’abuso cessi, oltre al risarcimento dei danni.
La protezione dell’immagine spetta principalmente alla persona interessata, ma il diritto di agire in giudizio spetta anche ai parenti più prossimi (coniuge, genitori e figli), in linea con il principio della solidarietà familiare.
Il danno all’immagine, essendo un bene “intangibile”, non è facile da quantificare in termini di risarcimento del danno. Tuttavia, la vittima può richiedere il risarcimento del danno patrimoniale, per il pregiudizio economico subito a seguito della lesione della propria immagine, e del danno non patrimoniale, per l’offesa al proprio onore e reputazione.