L’ordinamento giuridico disciplina il procedimento per ottenere il cambiamento del proprio sesso.
Tale percorso è molto complesso, non tanto per l’iter normativo da tenere in considerazione, quanto per gli aspetti di natura psicologica che gli individui affrontano.
Difatti, in tale percorso, è consigliato farsi assistere, oltre che da un avvocato, anche da un consulente tecnico psicologo (utile non solo per l’aspetto puramente psicologico, ma anche per l’iter giudiziario).
Il processo di transizione di genere implica un cambiamento nell’attribuzione del sesso, attraverso un intervento chirurgico (RCS ri-attribuzione chirurgica di sesso) che deve essere autorizzato da un provvedimento giudiziario, in quanto il nostro ordinamento giuridico vieta qualsiasi asportazione di organi che ledono l’integrità della persona in assenza di patologie che la giustificano. L’autorizzazione per l’intervento chirurgico viene concessa dal tribunale di residenza dopo un’approfondita valutazione psico-sessuale difatti, spesso, viene nominato un C.T.U [per tale motivo è utile avere un consulente tecnico di parte (uno psicologo) che si relazionerà con il consulente d’ufficio nominato].
In tali procedimenti l’aspetto di natura psicologica è fondamentale al fine di ottenere una sentenza che autorizzi l’intervento di RCS (ri-attribuzione chirurgica di sesso).
Una volta ottenuta l’autorizzazione del Giudice con sentenza passata in giudicato (art. 31 D. Lgs. N. 150/2011, comm. 4) ed effettuato l’intervento di RCS è necessario ottenere l’autorizzazione al cambio anagrafico dei dati personali.
Anche tale iter necessita di un provvedimento giudiziario, ove è obbligatorio allegare la documentazione clinica.
Una volta esaminato il tutto, il Giudice ratifica l’avvenuta conversione ed ordina all’ufficiale dello stato civile di apportare le consequenziali modifiche.
I certificati riporteranno esclusivamente i nuovi dati personali (ossia quelli dell’avvenuta conversione), tranne il certificato di nascita integrale che riporterà il sesso geneticamente ricevuto e quello successivamente ottenuto attraverso la conversione.
Cosa accade se il cambiamento di sesso viene effettuato da un coniuge? Quali effetti si producono sul matrimonio?
Tale questione è stata affrontata dalla Corte Costituzionale, che ha sostenuto il diritto dei coniugi a mantenere il matrimonio nonostante la rettificazione del sesso di uno dei partner. La legge sulle unioni civili ha in parte risolto questa questione, consentendo l’instaurazione automatica di un’unione civile tra persone dello stesso sesso in caso di rettificazione anagrafica.
Quindi, se i coniugi desiderano mantenere il matrimonio o i suoi effetti civili, ne hanno diritto.
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