La tutela del correntista vittima di truffe bancarie è stata recentemente rafforzata da una significativa pronuncia della corte di cassazione (sentenza del 12 maggio 2024), chi ha condannato un istituto di credito – nella specie Unicredit – alla restituzione di oltre 62.000 € a favore di un cliente colpito da una sofisticata frode informatica, nota come sim swapping fraud.
COS’È IL SIM SWAPPING?
Si tratta di un raggiro sempre più diffuso, che consente ai truffatori di ottenere accesso in debito ai conti correnti online della vittima.
Il modus operandi è tanto semplice quanto insidioso:
- I malfattore, presentandosi con false generalità presso un centro di telefonia, ottiene il duplicato della Sim della vittima;
- La Sim originale viene così disabitata, impedendo al titolare legittimo di ricevere comunicazioni, comprese quelle di sicurezza per l’home banking;
- Con il controllo del numero telefonico, il truffatore riceve i codici di autorizzazione dispone operazioni bancarie in proprie favore, spesso cambiando le credenziali di accesso;
In casi simili, la responsabilità non può che ricadere sull’istituto bancario che – ai sensi dell’articolo 1176 codice civile, applicabile anche all’attività bancaria – è tenuta a una diligenza qualificata, di tipo tecnico, proporzionata alla natura del servizio reso.
IL PRINCIPIO AFFERMATO DALLA CASSAZIONE.
Secondo l’orientamento della Suprema Corte, qualora il cliente contesti la legittimità di una transazione, è onere della banca dimostrare che l’operazione è stata effettivamente autorizzata e realizzata con procedure di autenticazione sicure.
In difetto di tale prova, la banca è tenuta a rimborso integrale delle somme decisamente sottratte.
A responsabilità dell’istituto emerge in particolare dalla mancata adozione di misure idonee a prevenire accessi non autorizzate, come imposto dal D. Lgs. 11/2010, che regola i servizi di pagamento impone standard elevati di sicurezza.
COME DEVE AGIRE IL CORRENTISTA VITTIMA DI UNA FRODE?
Nel caso di furto di carta di credito, credenziali di accesso sospette, operazioni non autorizzate, essenziale agire con tempestività. Di seguito i passaggi consigliati:
- Bloccare immediatamente la carta o i servizi online tramite il servizio clienti della banca.
- Sporgere denuncia presso le forze dell’ordine (polizia carabinieri).
- Controllare attentamente l’estratto conto, annotando ogni operazione sospetta.
- Presentare formale reclamo alla banca, utilizzando l’apposito modulo (disponibile sul sito dell’istituto), da trasmettere a mezzo Pecoraro raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando copia della denuncia.
Nel reclamo, il cliente dovrà disconoscere puntualmente ogni operazione indicando importo destinatario, al fine di attivare la procedura di rimborso.
ATTENZIONE ALLA TEMPESTIVITÀ:
Il cliente è tenuto a segnalare prontamente l’accaduto.l’omessa o tardiva comunicazione potrebbe compromettere il diritto a rimborso, qualora la banca dimostri che la negligenza del correntista abbia agevolato l’azione fraudolenta.